L’arresto cardiaco negli impianti sportivi nel 2015: possibili implicazioni epidemiologiche dell´applicazione della “Legge Balduzzi”

Under the Italian Law “Legge Balduzzi”, which was issued after the sudden cardiac death of professional athletes Pier Mario Morosini and Vigor Bovolenta in 2012, the presence of an automated external defibrillator (AED) and personnel trained to perform cardiopulmonary resuscitation must be available in every Italian sports facility from 2016. In 2015 the national and local press reported 123 cases of sudden cardiac arrests (SCA) occurring in Italian sport facilities, corresponding to an estimated ≈0.2-0.4% of all SCA and to ≈0.6-1.2% of SCA in public places. The majority of SCA victims were males (93%) and >35 years old (88%, median age 50 years). On the basis of the report of the event on the press, the rate of return of spontaneous circulation was 62% when an AED was used before emergency medical system arrival versus 9% when no bystander cardiopulmonary resuscitation or AED use by lay rescuers was mentioned. These data demonstrated that the Law has the potential to increase the survival to SCA in athletes; however, limiting the obligation of the presence of an AED only to sports facilities is not enough to decrease significantly the incidence of SCA in the general population.

Key words. Athletes; Automated external defibrillator; Cardiopulmonary resuscitation; Sudden cardiac arrest; Sudden cardiac death.

RIASSUNTO

La cosiddetta “Legge Balduzzi”, emanata in seguito alla morte improvvisa degli sportivi professionisti Pier Mario Morosini e Vigor Bovolenta nel 2012, ha reso obbligatoria la presenza di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) e di personale addestrato al suo utilizzo in tutti gli impianti sportivi durante allenamenti e competizioni. Nel corso del 2015 sono stati riportati dalla stampa nazionale o locale 123 arresti cardiaci improvvisi (ACI) avvenuti negli impianti sportivi, corrispondente a circa lo 0.2-0.4% di tutti gli arresti cardiaci improvvisi e lo 0.6-1.2% degli arresti cardiaci in luogo pubblico che si stima avvengano in Italia ogni anno. La maggior parte degli eventi ha colpito atleti amatoriali di sesso maschile (93%) e di età >35 anni (88%, età mediana 50 anni). Sulla base di quanto riportato dalla stampa, la rianimazione è stata efficace nel 62% dei casi quando è stato utilizzato un DAE prima dell’arrivo del Servizio Urgenza Emergenza Medica (SUEM)-118 e nel 9% quando i primi soccorsi sono stati iniziati dopo l’arrivo del SUEM-118. Questi dati suggeriscono che l’applicazione della Legge Balduzzi ha le potenzialità di aumentare la sopravvivenza all’arresto cardiaco nell’atleta, ma che limitare l’obbligo della presenza dei DAE ai soli impianti sportivi non porterà ad una diminuzione significativa dell’incidenza di morte improvvisa nella popolazione generale.

Parole chiave. Arresto cardiaco; Atleti; Defibrillatore semiautomatico esterno; Massaggio cardiaco; Morte improvvisa cardiaca; Rianimazione cardiopolmonare. 

 


Autor / Fonte:Alessandro Zorzi, Angela Susana, Veronica Spadotto, Luisa Cacciavillani, Domenico Corrado Giornale Italiano di Cardiologia 2016, 17 (11): 903-907
Link: http://www.giornaledicardiologia.it/articoli.php?archivio=yes&vol_id=2498&id=26192